Dante, Paradiso XXXI, 1-12
L’immagine delle api che sciamano da Dio alla candida rosa è una delle più poetiche del Paradiso dantesco: “Sì come schiera d’ape che s’infiora” Dante scrive, così la schiera degli angeli “nel gran fior discendeva che s’addorna di tante foglie, e quindi risaliva“. È un respiro gioioso, armonioso e pacifico, quello tra la candida rosa e Dio, mediato dagli angeli. Come le api vanno e vengono dai fiori all’alveare, così gli angeli scendono e risalgono dai petali della grande rosa al luogo che essi occupano vicino a Dio.
In forma dunque di candida rosa
mi si mostrava la milizia santa
che nel suo sangue Cristo fece sposa;
ma l’altra, che volando vede e canta
la gloria di colui che la ’nnamorae
la bontà che la fece cotanta,
sì come schiera d’ape che s’infiora
una fïata e una si ritorna
là dove suo laboro s’insapora,
nel gran fior discendeva che s’addorna
di tante foglie, e quindi risaliva
là dove ’l süo amor sempre soggiorna.
L’Uccello del paradiso è uno dei fiori più sorprendenti per forma e colore.
L’ape che ho filmato, che ghiotta si immerge nel nettare della mia strelizia o sterlizia reginae, il famoso Uccello del Paradiso, appunto, mi ha riportato oggi a una delle più belle similitudini Dante insieme a quella della candida rosa: la “schiera d’ape che s’infiora” e che va “là dove suo laboro s’insapora“.
A formare il grande fiore sono i beati, disposti in Paradiso in forma di petali di rosa, una rosa immensa, che sarebbe “al sol troppo larga cintura“, e vestiti di bianco.
Questa rosa è “la gloriosa umanità, che fiorisce nel cielo eterno nella sua pienezza e bellezza, in grazia della redenzione” *[Anna Maria Chiavacci Leonardi, commento al canto XXXI del Paradiso].
Ma gli angeli sono api che lavorano in direzione doppia: come in un grande respiro vanno a cogliere le lodi dei beati che si innalzano a Dio e suggono il “nettare” che è l’amore di Dio, e lo riversano sul fiore.
Sorpresi da una nuova guerra in un mondo che sembrava aver capito di non doverne fare mai pi questa gloriosa umanità sembra essere per sempre sperduta. E questa sia la preghiera di questa pasqua 2022, che si moltiplichi l’umanità destinata alla gloria per il suo impegno per la pace, ciascuno nel proprio quotidiano.
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